Siamo orgogliosi di annunciare che La soglia di Cristina Cosmano è il progetto vincitore di Ritratti femminili a confronto: dalla fotografia storica alla fotografia contemporanea, la call fotografica internazionale promossa da Exhibit Around APS in collaborazione con la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte del Comune di Trieste, con il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
Le immagini di Cristina Cosmano saranno in mostra al Museo Sartorio durante il Trieste Photo Days 2026 (22–25 ottobre) in dialogo con i lavori di autori tra Ottocento e Novecento come Giuseppe Wulz, Marion Wulz, Ugo Borsatti, Adriano de Rota, Emil Rabending, Carl Pietzner, Giovanni Battista Berra.






La soglia è un progetto di ritratto globale costruito su un paradosso visivo: ritrarre donne senza mostrarne il volto, totalmente o parzialmente. I ritratti sono stati realizzati in paesi, religioni e sistemi sociali differenti: contesti in cui il corpo femminile è regolato per legge, ambienti in cui la visibilità è culturalmente negoziata, situazioni in cui la pressione è più sottile ma altrettanto presente. Quando il volto scompare, altri elementi prendono il suo posto: la postura, le mani, l’abbigliamento, il rapporto con lo spazio, il linguaggio del corpo. L’identità si costruisce altrove e l’osservatore è costretto a guardare più a lungo, a cercare la persona oltre il punto focale atteso. Nonostante le differenze geografiche e culturali, emerge una continuità visiva sorprendente: donne presenti, attive, centrali nei loro spazi eppure visivamente schermate. Una mappatura di come società, religioni e tradizioni differenti influenzino il modo in cui le donne possono essere viste e di come, nonostante tutto, la loro presenza rimanga innegabile. Quanta parte di una persona abbiamo bisogno di vedere per riconoscerne l’esistenza?






La selezione delle opere e la cura della mostra sono affidate alla dott.ssa Claudia Colecchia, responsabile della Fototeca e della Biblioteca dei Musei Civici di Storia ed Arte di Trieste, che ha motivato così la scelta:
La soglia di Cristina Cosmano si distingue per la forza e la chiarezza della propria ricerca sul linguaggio del ritratto. Attraverso immagini in cui il volto femminile è nascosto, frammentato o solo parzialmente accessibile, il progetto mette in discussione uno degli elementi fondativi della tradizione fotografica: il volto come luogo privilegiato dell’identità, del riconoscimento e della rappresentazione sociale.
Il lavoro non si limita a rappresentare donne appartenenti a contesti differenti, ma interroga direttamente le modalità attraverso cui il femminile viene reso visibile nella storia della fotografia e nelle culture contemporanee. In questo senso, il progetto costruisce un dialogo particolarmente fertile con i fondi storici della Fototeca, dove il ritratto fotografico nasce invece come dispositivo di fissazione identitaria, presenza sociale e riconoscibilità del soggetto.
L’opera apre così una riflessione attuale sul rapporto tra presenza e invisibilità, tra identità e rappresentazione, tra ciò che viene mostrato e ciò che rimane sottratto allo sguardo.
Abbiamo inoltre il piacere di assegnare due menzioni d’onore.
Huellas (“tracce”/”impronte” in spagnolo) di Yinna Higuera è un progetto di grande sensibilità e originalità, capace di sviluppare una relazione poetica e materica tra fotografia, memoria e natura attraverso la stampa alla clorofilla su foglie naturali. La qualità del lavoro risiede nella sua dimensione fisica e organica: le opere non funzionano semplicemente come immagini, ma come oggetti vivi e fragili, strettamente legati al supporto naturale su cui vengono realizzati, una componente materiale centrale nella ricerca dell’artista e nella sua forza concettuale ed estetica.



Moving Mountains: Portraits of Contemporary Womanhood (“Spostare montagne: ritratti della femminilità contemporanea”) di Marylise Vigneau riunisce donne fotografate in geografie, contesti e condizioni di vita diverse, componendo un ritratto frammentato e insieme interconnesso della femminilità contemporanea. Danzatrici, volontarie, artiste, sopravvissute, lavoratrici, madri e testimoni del loro tempo: ogni immagine è un incontro tra l’esperienza individuale e le forze più ampie della storia, del conflitto, della memoria e della resilienza. Un lavoro che interroga come la femminilità contemporanea venga vista, vissuta e rappresentata. Le opere delle due menzioni speciali saranno esposte al Mercato Coperto durante il Trieste Photo Days 2026 (22–25 ottobre).


